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Silvia Berlanda osteopata e fisioterapista a Bergamo
Silvia Berlanda

Spalla congelata o capsulite primaria: le 3 fasi

INTRODUZIONE

Nelle tre fasi della capsulite primaria, o spalla congelata, ci sono differenze nell’intensità del dolore, nella perdita del movimento e nella durata. La diagnosi è clinica: riconoscere queste differenze aiuta a impostare il trattamento in base alle caratteristiche della spalla.

Per una panoramica su sintomi, diagnosi e possibilità di cura, puoi leggere Spalla congelata: cos’è, quanto dura e come si cura.

QUANTO DURANO LE FASI

Le durate sono indicative e possono variare molto da persona a persona:

Fase Durata indicativa
Fase 1 2–9 mesi
Fase 2 3–12 mesi
Fase 3 3–24 mesi, con possibile prolungamento fino a 42 mesi

L’intervallo complessivo indicativo è quindi molto ampio: 8–63 mesi. Questi numeri non rappresentano una previsione per il singolo paziente. In alcuni pazienti la limitazione articolare può persistere anche per 6–10 anni.

Le classificazioni della capsulite non sono tutte identiche. Qui le fasi sono descritte attraverso dolore, mobilità e risposta dei tessuti all’allungamento: per scegliere il trattamento conta la valutazione clinica, non soltanto il tempo trascorso dall’esordio.

FASE 1: DOLORE CON MOBILITÀ ANCORA CONSERVATA

Le caratteristiche della prima fase comprendono:

  • Mobilità completa con dolore a fine corsa.
  • Dolore irradiato lungo l’arto superiore.
  • Dolore intenso durante i movimenti bruschi.
  • Dolore notturno.
  • Dolore presente da più mesi, refrattario al riposo funzionale e/o al trattamento fisioterapico.
  • Più test tendinei positivi in modo non specifico: la positività di un singolo test non basta a identificare la causa del dolore.

Cosa fare nella fase 1

  • Cercare un corretto inquadramento clinico.
  • Dare al paziente informazioni chiare sulla patologia e sulla sua evoluzione.
  • Impostare educazione e mobilizzazione per cercare di limitare la perdita di movimento.
  • Valutare con il medico l’eventuale terapia farmacologica, considerando indicazioni e controindicazioni. Il cortisone per via orale non è una scelta automatica.
  • Monitorare la progressiva perdita di movimento.
  • Utilizzare il ghiaccio sulla spalla se dà sollievo, proteggendo la cute dal contatto diretto.

FASE 2: DOLORE IMPORTANTE E PERDITA DI MOVIMENTO

Nella seconda fase:

  • Il dolore prevale sulla perdita del ROM, cioè dell’ampiezza del movimento articolare.
  • Il ghiaccio può essere indifferente o alleviare il dolore.
  • I tessuti capsulari sono poco resistenti all’allungamento passivo, ma compare dolore intenso che persiste per diversi secondi dopo l’allungamento.
  • L’allungamento intenso dei tessuti non dà benefici.

Cosa fare nella fase 2

  • Eseguire esercizi di auto-allungamento più volte al giorno, rispettando il dolore, secondo le indicazioni ricevute.
  • Valutare blandi esercizi di allungamento in acqua.
  • In caso di dolore intenso, confrontarsi con il medico per la gestione farmacologica, compresa l’eventuale indicazione al cortisone per via orale.

L’intensità degli esercizi va adattata alla risposta della spalla: forzare l’allungamento quando il dolore resta elevato non è l’obiettivo del trattamento.

FASE 3: DOLORE ATTENUATO E RIGIDITÀ ARTICOLARE

Nella terza fase:

  • Il dolore si è attenuato.
  • Il calore può dare beneficio.
  • Il fine corsa dei movimenti è resistente, con compenso scapolare: la scapola accompagna il gesto per compensare la ridotta mobilità dell’articolazione.
  • Il dolore cessa con il termine dell’allungamento.
  • Un allungamento più intenso, se indicato e dosato in base alla tolleranza, può dare beneficio.

Cosa fare nella fase 3

È necessario valutare la gravità della perdita articolare e la resistenza dei tessuti all’allungamento. Di conseguenza si definisce il percorso più adeguato, che può comprendere:

  • Esercizi di allungamento a domicilio.
  • Idrokinesiterapia.
  • Mobilizzazioni passive.
  • Idrodilatazione associata a mobilizzazioni, su indicazione specialistica.
  • Artrolisi artroscopica e riabilitazione, nei casi selezionati dallo specialista.

Queste possibilità non sono tappe obbligatorie: la scelta dipende dalla limitazione funzionale, dalla risposta al trattamento e dalla valutazione dei professionisti coinvolti.

CONCLUSIONE

Nella spalla congelata, lo stesso esercizio o la stessa intensità di mobilizzazione non sono adatti a tutte le fasi. Il dolore, la perdita del movimento e la risposta all’allungamento guidano il percorso, che va rivalutato nel tempo.

Se hai dolore e rigidità alla spalla e cerchi un percorso di fisioterapia a Bergamo, contattami per prenotare una valutazione: analizzeremo la mobilità e i sintomi per scegliere il trattamento più adatto alla tua situazione.


Per approfondire

Lee BC, Kim BS, et al. (2025). Clinical Practice Guidelines for Diagnosis and Non-Surgical Treatment of Primary Frozen Shoulder. Annals of Rehabilitation Medicine, 49(3), 113–138.

Cho CH, Bae KC, Kim DH (2019). Treatment Strategy for Frozen Shoulder. Clinics in Orthopedic Surgery, 11(3), 249–257.


La serie sulla spalla congelata

  1. Panoramica introduttiva — sintomi, diagnosi e trattamento.
  2. Spalla congelata o capsulite primaria: le 3 fasi (questo articolo) — dolore, mobilità e indicazioni per ogni fase.

Vai a tutti gli articoli sulla spalla congelata.

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