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Silvia Berlanda osteopata e fisioterapista a Bergamo
Silvia Berlanda

Ernia del Disco: fisioterapia conservativa Bergamo

TRATTAMENTO CONSERVATIVO: LE EVIDENZE SCIENTIFICHE ATTUALI

Il trattamento conservativo rappresenta l’approccio di prima scelta nella maggioranza dei pazienti con ernia discale sintomatica. Le linee guida internazionali (American Academy of Spine Physicians, European Spine Society) consigliano unanimemente di iniziare sempre con un approccio conservativo, salvo in caso di emergenze neurologiche.

Trattamento conservativo ernia disco

FASE ACUTA: GIORNI 0-7

Contrariamente a quanto si pensava in passato, l’immobilizzazione completa non è più raccomandata. Le ricerche recenti dimostrano che il movimento moderato, iniziato precocemente, accelera la guarigione e riduce il rischio di rigidità e debolezza muscolare secondaria.

Cosa fare nella fase acuta:

  • Movimento consapevole: preferibilmente esercizi di mobilità generica e movimenti del rachide in scarico (nuoto, camminata leggera)
  • Riposo relativo: evitare attività che aggravano il dolore, non immobilità assoluta
  • Terapia del freddo: applicare ghiaccio per ile prime 48-72 ore per ridurre l’infiammazione
  • Farmaci antinfiammatori (FANS): efficaci per ridurre l’infiammazione e il dolore.
  • Farmaci miorilassanti: possono essere utili a breve termine se c’è significativa contrattura muscolare, ma l’evidenza per un uso prolungato è limitata
  • Educazione posturale: insegnare al paziente come sedersi, come stare in piedi e come muoversi per evitare l’aumento del carico discale

FASE SUB-ACUTA: FISIOTERAPIA MIRATA (SETTIMANE 2-8)

Questa è la fase critica dove la fisioterapia strutturata fa davvero la differenza. Gli studi dimostrano che un programma fisioterapico ben progettato può ridurre i sintomi dell’80-90% entro 6-8 settimane.

Componenti essenziali della riabilitazione:

  1. Esercizi di stabilizzazione del core: Gli studi recenti sottolineano l’importanza di rafforzare i muscoli stabilizzatori della colonna, soprattutto il trasverso dell’addome e il multifido. Questi muscoli agiscono come un “corsetto naturale” che riduce la mobilità eccessiva e il carico discale. Esercizi come plank modificati, bird-dog e dead-bug sono basilari.
  2. Propriocezione e controllo motorio: Ripristinare la consapevolezza del movimento spinale è fondamentale. Esercizi su superfici instabili (balance board, fit ball) allertano il sistema nervoso centrale per una stabilizzazione più efficace durante i movimenti funzionali.
  3. Mobilità e stretching dinamico: Il movimento articolare controllato riduce la rigidità e migliora la nutrizione discale (il disco intervertebrale non ha vascolarizzazione diretta ed è nutrito per diffusione tramite il movimento). Mobilizzazioni spinali, stretching dei flessori dell’anca e rotazioni controllate sono utili.
  4. Terapia manuale: Manipolazione spinale e mobilizzazione articolare hanno dimostrato efficacia, soprattutto quando combinate con esercizi. Una revisione sistematica del 2023 ha confermato che la manipolazione spinale è efficace per ridurre il dolore a breve termine, specialmente nei pazienti con ernia non-sequestrata.
  5. Tecniche osteopatiche: Tecniche di rilascio fasciale, normalizzazione articolare segmentale e lavoro su catene muscolari. L’approccio olistico dell’osteopatia consente di identificare e trattare compensi che mantengono il dolore. Timeline realistica: La maggior parte dei pazienti vede un miglioramento significativo entro 4-6 settimane. Continuare il programma per 8-12 settimane riduce significativamente il rischio di recidiva nel primo anno.

FASE CRONICA: PREVENZIONE E GESTIONE DEL DOLORE (DOPO 8 SETTIMANE)

Una volta che il dolore acuto è risolto, l’obiettivo passa alla prevenzione delle ricadute e al ripristino della funzionalità completa.

Caratteristiche della fase cronica:

  • Progressione verso esercizi più funzionali e specifici per le attività quotidiane
  • Allenamento della forza (non solo stabilizzazione)
  • Ritorno graduale allo sport o alle attività lavorative
  • Educazione continua su posture e movimenti corretti

APPROCCI AVANZATI: INFILTRAZIONI E TERAPIE BIOLOGGICHE

Infiltrazioni epidurali di cortisone e infiltrazioni paraspinali di collagene

Quando il trattamento conservativo standard non fornisce sollievo sufficiente entro 2-3 settimane, un’opzione possibile è ricorrere a delle infiltrazioni. Uno studio del 2024[1] ha confrontato le infiltrazioni epidurali di cortisone VS le infiltrazioni paraspinali di collagene. A 4 settimane dall’infiltrazione hanno mostrato miglioramenti simili. Entrambe sono efficaci nel ridurre il dolore e nel migliorare l’articolarità della colonna lombare in pazienti con LDH (ernia del disco), tuttavia a 12 settimane le infiltrazioni di collagene comportano un miglioramento superiore (nel 93,3% dei casi) a livello di riduzione del dolore (nullo o scarso VS dolore moderato nel 19,4% del gruppo infiltrato con cortisone) e a livello di flessione-estensione della colonna lombare. Il collagene, quindi, non sono ha azione antinfiammatoria (come il cortisone) ma sostiene la rigenerazione dei tessuti connettivi, migliorando l’elasticità e la flessibilità dela colonna. confermato che queste iniezioni forniscono sollievo dal dolore a breve termine (almeno 12 settimane) dei pazienti, permettendo loro di proseguire con la fisioterapia con minor dolore. Importante: Le infiltrazioni non curano l’ernia, ma riducono l’infiammazione intorno alle radici nervose, facilitando il movimento e la guarigione.

Terapie biologiche e rigenerative

La ricerca sulle terapie biologiche (PRP, cellule staminali) è ancora in evoluzione. Alcuni piccoli studi hanno mostrato risultati promettenti, ma attualmente non c’è ancora sufficiente evidenza per raccomandare queste terapie come trattamento standard. Rimangono un’opzione sperimentale in alcuni centri specializzati.

[1] RISULTATI DEL TRATTAMENTO CONSERVATIVO CON INIEZIONI PARASPINALI DI COLLAGENE IN PAZIENTI CON ERNIA DISCALE LOMBARE − ESPERIENZE C/O L’OSPEDALE CENTRALE DI THÁI NGUYÊN - VIETNAM [2024] https://www.medibio.it/medicina-biologica/riviste/MB2504.pdf

In arrivo il prossimo articolo della serie, dove affronteremo il trattamento chirurgico. Rimanete sintonizzati!

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