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Silvia Berlanda osteopata e fisioterapista a Bergamo
Silvia Berlanda

Legamento crociato posteriore: dall’anatomia al recupero post infortunio

Anatomia

Il legamento crociato posteriore origina dalla superficie inferiore dell’estremità distale del femore, compresa tra la fossa intercondilare e il condilo mediale. Si inserisce sulla superficie superiore dell’estremità prossimale della tibia e si fissa a una prominenza ossea denominata tubercolo intercondiloideo posteriore, situato sul piatto tibiale.

Biomeccanica

Il LCP (largo, resistente) si incrocia con legamento collaterale interno. Stabilizza il ginocchio, limitando la traslazione posteriore della tibia.

Test di valutazione

Test del cassetto posteriore:

  • positivo a 30°, che diminuisce a 90° (les. Legamento collaterale esterno + Punto d’Angolo Postero Esterno. corno posteriore menisco esterno + legamento popliteo arcuato, popliteo, gemello esterno)
  • positivo a 30°, che aumenta a 90° (les. LCPI)

Evento traumatico

La rottura del legamento crociato posteriore (LCP) è molto più rara di quella del legamento crociato anteriore (LCA). L’evento traumatico può essere una caduta con flessione o iperestensione di ginocchio molto brusca oppure un trauma diretto da anteriore a posteriore, tale da superare la resistenza meccanica del legamento. Questo meccanismo si verifica, ad esempio, in caso di impatto del ginocchio contro il cruscotto dell’auto durante un incidente stradale e anche in molti sport di contatto. Un altro meccanismo di infortunio può essere l’iperestensione del ginocchio, per esempio atterrando da un salto.

Gradi di lesione

Lesione di 1° grado: solo una parte delle fibre viene danneggiata ed il ginocchio è dolente ma non instabile. Lesione di 2° grado: quadro clinico un po’ più severo, caratterizzato da lieve instabilità e molto dolore. Lesione di 3° grado: il trauma interrompe completamente il legamento provocando gonfiore, dolore e un quadro di instabilità importante.

Sintomatologia

La sintomatologia immediata è subdola. Il paziente percepisce instabilità e di dolore posteriore, che persistono anche dopo la fase acuta. Un corretto esame obiettivo, ed in particolare il test del cassetto posteriore, permettono di individuare il sospetto di lesione del LCP. Passata la fase acuta, la risonanza magnetica (RMN) aiuta a dare conferme diagnostiche.

Trattamento

Il trattamento conservativo della lesione del legamento crociato posteriore (LCP) rappresenta la prima soluzione. Il trattamento chirurgico del LCP è riservato solo ai casi che lamentano instabilità anche dopo il trattamento conservativo. Nell’immagine si possono confrontare le tempistiche e le progressioni dei due percorsi possibili.

tempistiche-e-progressione-trattamento-lcp

Trattamento conservativo

Esiste una sostanziale variazione in quasi tutti gli aspetti dei lavori scientifici pubblicati sulla riabilitazione dopo una lesione del crociato posteriore isolata. La maggior parte dei protocolli si basa su principi biomeccanici e sull’esperienza clinica, basandosi esclusivamente sul tempo trascorso dall’intervento chirurgico per supportare il processo decisionale sulla riabilitazione. Attualmente mancano prove per confrontare i risultati dei pazienti con carichi specifici, progressione del ROM e strategie di esercizio. Solo un piccolo numero di protocolli incorpora l’uso di specifici obiettivi di performance per facilitare il processo decisionale sul ritorno allo sport.

Punto cardinale del trattamento è sicuramente la progressione. Innanzitutto, è necessario gestire il gonfiore (protocollo PRICE), recuperare l’articolarità, lavorare sulla mobilità delle strutture e sulla lunghezza dei tessuti molli; iniziare con esercizi di riattivazione isometrica e progressivamente aumentare l’attività di potenziamento; in parallelo sviluppare un programma di rieducazione propriocettiva e di recupero dell’agilità. In ultimo, lavorare sul recupero del gesto atletico specifico.

  • Pierce, C.M. et al (2012) Posterior cruciate ligament tears: functional and postoperative rehabilitation. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. DOI 10.1007/s00167-012-1970-1
  • Jacobi M, Reischl N, Wahl P, Gautier E, Jakob RP (2010) Acute isolated injury of the posterior cruciate ligament treated by adynamic anterior drawer brace. J Bone Joint Surg Br92:1381– 1384
  • M. Senese et al (2018) Rehabilitation following isolated posterior cruciate ligament reconstruction: a literature review of published protocols. Int J Sports Phys Ther, v.13(4): 737–751

Credito immagine: Atlas Visible Body

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